Se usciamo dall’euro come faremo considerando la nostra forte dipendenza energetica e di materie prime?

Questo e’ lo scenario profetizzato da molti esponenti economici di fama internazionale come per esempio Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea (Bce) e Peter Praet capo economista Bce, I quali hanno rilasciato interviste pubblicate in Dicembre 2013, sui principali quotidiani, come Repubblica e La Stampa, affermando appunto che l’uscita dall’euro creera’ un’iper inflazione, ossia un notevole rialzo dei prezzi, che si mangiera’ il potere d’acquisto di salari e pensioni, perche’ dovremo pagare le materie prime come per esempio il petrolio con la nuova moneta svalutata.

Allora, andiamo a vedere l’ultimo caso storico in cui l’Italia ha avuto una svalutazione competitiva.

Premettiamo che, nel ‘79, l’Italia assieme agli altri paesi membri dell’allora Comunita’ Europea formarono lo SME, Sistema Monetario Europeo. Entra in vigore ECU, moneta fittizia, dove si fissa il tasso di cambio delle monete degli stati membri. La stessa cosa che e’ avvenuta con l’euro. Anzi meno restrittiva perche’ dava un margine di fluttuazione che non c’e’ con l’euro. Dopo una decina d’anni,13 anni, nel 92 l’Italia aveva, come oggi un deficit crescente con l’estero, visto che il tasso fisso le aveva fatto perdere competitivita’. Questo debito crescente con l’estero ha fatto perdere fiducia ai mercati e quindi l’Italia non sapeva come finanziarsi e’ entrata in crisI ed e’ uscita dallo SME. VEDETE LA STORIA SI RIPETE, NEL 99 SI FORMA L’EURO E DOPO UNA DECINA ANNI C’E’ LA CRISI DI NUOVO. Ma vediamo questa uscita.

Ricordo che anche a quei tempi c'erano personaggi del calibro di Mario Monti che stavano profetizzando un'iper-inflazione in caso di uscita dallo SME.

La Svalutazione Competitiva del ‘92-93

I picchi di svalutazione furono tre: uno a settembre (5 per cento), uno a ottobre (7 per cento) e uno a gennaio 1993 (9 per cento). Fra vari rimbalzi ed episodi minori, su scala annuale, la svalutazione superò il 20 per cento. Notate, la svalutazione non ebbe alcun impatto sull’inflazione, che restò attorno al 5 per cento. Anzi’ diminui’ di un po’!!!

Allora o l’Italia era cosparsa all’epoca di pozzi di petrolio (ma io non me li ricordo), o in questa storia che “svalutando ci ridurremo in rovina perché il petrolio costerebbe di più” non torna.

Inoltre e’ successa una cosa ancor piu’ interessante durante la svalutazione del’92, come si vede dalla figura seguente:

Debito con l’estero diminuisce dopo la svalutazione del ’92-93

Lo si vede con la linea continua che rappresenta le partite correnti ossia il debito con l’estero. Diminuisce, chiaro, no? Dopo la svalutazione, l’Italia e’ diventata piu’ competitiva ed ha iniziato ad esportare I propri prodotti all’estero.

Notare che il Regno Unito ha fatto una svalutazione competitiva dopo la crisi, ed e’ ora il paese che cresce di piu’ in Europa.

Il 18 Dicembre 2013 la BBC News ha annunciato che “Il tasso di disoccupazione in UK e’ il piu basso dal 2009” e questo grazie al fatto che UK ha potuto fare una svalutazione della sterlina di circa 20%. Ricordiamo che la crisi del 2008 ha colpito lo UK al cuore perche’ la sua economia cresceva sui settori della finanza e delle costruzioni che sono crollati con la crisi.

Allora questi signori Praet e Draghi o sono dei totali incompetenti o sanno bene quello che dicono che sarebbe anche peggio, sono come un venditore che ti vuole vendere un bidone perche’ tanto lui ha la sua percentuale sulle vendite. Questi sono dei VENDITORI altro che esperti di economia. Non fidatevi di quello che dicono!!!!

ing. Luca Boscolo
Movimento per l’uscita dall’euro
www.no-euro.org