Non sarebbe meglio fare un referendum sull’euro?

Innanzittuo non si puo’ fare un referendum sull’euro, infatti l’art. 75 paragrafo 2 della Costituzione Italiana dice: “Non è ammesso il referendum di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.”

Comunque, supponendo per assurdo di farlo lo stesso, sarebbe paradossale perche’ seminerebbe il panico: ci sarebbe una fuga di capitali all’estero e l’assalto alle banche.

Perche’ farebbe scappare i capitali all’estero?

Semplice, perche’ chi ha soldi in Italia e sa di un’uscita dall’euro vicina, sa anche che ci sara’ una svalutazione del suo capitale, quindi conviene portare gli euro, prima della svalutazione in un paese piu’ solido come la Germania, per poi riportarli in Italia rivalutati.

E allora cosa dobbiamo fare?

L’uscita dall’euro dovrebbe essere una decisione presa assieme con gli altri paesi. Visto come stanno andando le cose, questo non e’ possibile, allora e’ meglio che lo facciamo noi di nostra iniziativa.

Si uscirebbe con un rapporto di cambio 1:1 (un euro diventerebbe un italeuro, un fiorino o una nuova lira: lo Stato Italiano ha la facolta’ di ridenominarlo come vuole) e questo verrebbe fatto di sorpresa, senza farlo capire a nessuno. Si potrebbe farlo magari un Venerdi quando i mercati sono chiusi. I rapporti di debito e credito verrebbero convertiti nel nuovo conio applicando la Lex Monetae, che consente a uno Stato sovrano di decidere quale moneta ha potere liberatorio per le obbligazioni regolate dal suo diritto. Inoltre per non destare sospetti nello stampare nuove banconote, per i primi 6 mesi si userebbero la stesse banconote, considerando che la maggior parte delle transizioni avvengono elettronicamente.

All’apertura dei mercati si dovrebbe avere un svalutazione della nuova moneta di un 20-30%, che darebbe la possibilta’ all’Italia di diventare piu’ competitiva e di rimettere i cittadini al lavoro.

ing. Luca Boscolo
Movimento per l’uscita dall’euro
www.no-euro.org