COS'E' L'ERF?

Fonte: prof. Antonio Maria Rinaldi, docente di economia all'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti-Pescara

Perche' siamo arrivati al Fiscal Compact?

7-Feb-1992 Trattato di Maastricht o Trattato sull'Unione Europea, è un trattato che è stato firmato il 7 febbraio 1992 a Maastricht, sulle rive della Mosa, dai dodici paesi membri dell'allora Comunità Europea, oggi Unione Europea, che fissa le regole politiche e i parametri economici necessari per l'ingresso dei vari Stati aderenti nella suddetta Unione. È entrato in vigore il 1º novembre 1993.

Essenzialmente Maastricht diceva 2 cose:
  • Il rapporto tra deficit pubblico e PIL non deve superare il 3%.
  • Il rapporto tra debito pubblico e PIL non deve superare il 60%.
Il Trattato di Maastricht fu ribadito dal Trattato di Lisbona che entro' ufficialmente in vigore il 1º dicembre 2009

Siccome nessun Paese riusciva a rispettare questi parametri, specialmente il secondo, i signori di Bruxelles sono usciti con altre regole ancora piu' severe come se queste non avessero creato parecchi problemi.

Notare che l'Italia spesso e volentieri viene bacchettata dall'Unione Europea per non rispettare il parametro del rapporto Debito/PIL, ma anche la Germania lo fa dal 2002 come si vede dal seguente grafico, ma per questo nessuno e' andato dalla Merkel a sgridarla.



Quindi si arriva al Trattato sulla Stabilita' meglio conosciuto come il Fiscal Compact, firmato in occasione del Consiglio europeo dell’1-2 marzo 2012 da tutti gli Stati membri dell’UE ad eccezione di Regno Unito e Repubblica ceca.

Tra i punti principali del trattato si segnalano:

l’impegno delle parti contraenti ad applicare e ad introdurre, entro un anno dall’entrata in vigore del trattato, con norme costituzionali o di rango equivalente, la “regola aurea” per cui il bilancio dello Stato deve essere in pareggio o in attivo.

Il 17 aprile 2012 è stata approvata la legge costituzionale n.1/12 volta a introdurre nella Costituzione, nel rispetto dei vincoli sul pareggio di bilancio derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea. La legge modifica gli artt. 81, 97, 117 e 119 della Costituzione, incidendo sulla disciplina di bilancio dell'intero aggregato delle pubbliche amministrazioni, compresi pertanto gli enti territoriali (regioni, province, comuni e città metropolitane).





Cosa dice il Fiscal Compact?:

Di fatto si rende ancora piu' severo il vincolo del rapporto deficit/PIL del 3%, in quanto lo si porta allo 0%, ovvero si impore il vincolo il pareggio di bilancio. Un Paese non puo' spendere di piu' di quello che guadagna, non si puo' indebitare di piu'.

E' previsto per i Paesi meno virtuosi, come l'Italia, la possibilita' di sforare al massimo allo 0.5%

Siccome gli Stati non hanno rispettato questi parametri, soprattutto quelli del rapporto debito/PIL che e' sempre andato aumentando, si e' introdotto anche il seguente:

In 20 anni devi diminuire l'eccedenza del 60%. Per esempio, al momento (Aprile 2014) per l'Italia il rapporto debito/PIL e' del 133%, quindi dovra' ridurlo in 20 anni del 73%.

Ora dipende dal debito e dalla crescita del PIL nei prossimi anni, ma si calcola che l'Italia dovra' ridurre il debito di circa 38 miliardi di euro all'anno (fonte prof. Bagnai) per i prossimi 20 anni. Ma potrebbe essere anche di piu'.

Ma arriviamo all'ERF, ossia European Redemption Fund.

Visto che si prevede che nessuno riuscira' a soddisfare il Fiscal Compact, allora i signori della Commissione Europea hanno ideato l'ERF:

Cioe' un fondo dove mettere tutte le eccedenze del debito di tutti i Paesi rispetto ai vincolo del Fiscal Compact, per esempio per l'Italia nel fondo confluira' il 73% del debito, quindi 1170 miliardi circa per l'Italia andra' nell'ERF.

L'ERF potra' emettere nei mercati degli eurobond ma in cambio ci chiedono delle garanzie, e cioe' il Paese dovra' impegnare i propri assets, cioe' i beni dello Stato: ENI, ENEL, FINMECCANICA, le risorse valutarie e quelle auree.

ing. Luca Boscolo
Movimento per l’uscita dall’euro
www.no-euro.org