Cos'e' lo spread?

Lo spread indica la differenza fra i nostri tassi di interesse e quelli dei Paesi piu’ affidabili.

In particolare, nella cronaca dei mercati lo spread indica lo scarto tra il Bund Tedesco ed i titoli di stato di Paesi con maggiori probabilita' di insolvenza.

Si misura in punti base, dove ogni 100 punti equivalgono all'1%. Se per esempio lo scarto tra il Btp Italiano a dieci anni e il Bund con simili caratteristiche e' di 200 punti, allora se la Germania può indebitarsi ad un tasso di circa il 2,5% l’anno, l’Italia dovra' pagare agli investitori: 2.5% + 2.0% = 4.5%, se invece lo spread fosse di 500 punti allora il tasso sarebbe 2.5% + 5.0% = 7.5% all'anno.

E’ convinzione comune pensare che lo spread sia legato alla fiducia in parlamento di un governo o all'eccessivo debito pubblico.

Per esempio nel 2011, Berlusconi si dovette dimettere perche' lo spread era salito a quota 500 punti, si diceva che non aveva piu' la fiducia del parlamento. In altre parole l'instabilta' del governo faceva salire lo spread.

Notiamo che nel Febbraio del 2014, il governo Letta era in bilico, in quanto Renzi voleva sfiduciarlo per prendere il suo posto ed infatti dopo qualche settimana il governo Renzi prese il posto del governo Letta, ma udite, udite, lo spread era sceso sotto i 200 punti, ai minimi dal 2006, strano, no? Avrebbe dovuto salire.

Inoltre ora a Marzo 2014, il debito pubblico e' ancora altissimo, ma lo spread continua a scendere. C'e' qualcosa che non quadra, perche' con il governo Berlusconi il debito era altissimo, si rischiava il default, ossia il fallimento e lo spread saliva, ora con il governo Renzi e con debito pubblico circa uguale lo spread sta diminuendo?

Semplice, perche' lo spread e’ legato alla probabilita’ di un Paese di uscire dall’euro. In che misura? Se si pensa che per esempio l’Italia possa uscire dall’euro, si fa pagare un tasso maggiore per compensare l’eventuale uscita dal cambio fisso e svalutazione.

Nel 2011, Berlusconi aveava minacciato di uscire dall’euro, per questo lo spread era andato a 500. Ora in Marzo 2014, con il governo Renzi e l’appoggio del presidente Napolitano, i mercati non vedono rischi per l’Italia di uscire dall’euro, considerando anche il fatto che il Movimento a 5 Stelle inizialmente fortemente schierato contro l’euro, ora sta proponendo un referendum che in pratica solo Dio sa quando si fara’.

ing. Luca Boscolo
Movimento per l’uscita dall’euro
www.no-euro.org