COSA SUCCEDE AL DEBITO PUBBLICO IN CASO DI USCITA DALL'EURO?

Il debito italiano e' governato dalle leggi nazionali ed e' quindi soggetto alla Lex monetae. L’Italia, in quanto Stato sovrano, può decidere in quale valuta denominare i rapporti di debito e credito e questo vale anche per il debito pubblico. Ciò significa che chi possiede un Btp per 10,000 euro, sia un cittadino italiano o di un altro Paese, si troverà con un Btp per 10,000 nuove lire.

Dunque per il creditore interno, questo non cambia molto, mentre per il creditore estero, il valore del suo btp perdera’ un valore derivato dalla svalutazione della nuova lira nei confronti della valuta del suo paese.

Notare che lo spread e’ premium che lo stato italiano paga in piu’ per compensare l’investitore in caso di uscita dall’euro con la conseguente perdita di valore del suo btp dovuta alla svalutazione della nuova valuta.

La stessa cosa e’ avvenuta ai creditori della Gran Bretagna che dopo la crisi finanziaria del 2008 ha reagito con una svalutazione della sterlina. Chiaramente chi aveva acquistato un btp in UK dall'estero ha avuto una perdita. Notare che lo UK, dopo questa mossa, non e’ stato escluso dai mercati finanziari e nemmeno i suoi tassi di interesse sono schizzati alle stelle. L’indebitamento estero del settore pubblico britannico ha continuato a crescere, segno che nonostante la svalutazione i mercati hanno continuato ad avere fiducia nel governo britannico. Il motivo, ovvio, è che il governo britannico, avendo mantenuto sovranita' monetaria, e' perfettamente liquido, cioe' puo' comunque soddisfare le proprie obbligazioni battendo moneta.

I problemi li avrebbero quelli, soprattutto imprese private, che hanno contratto debiti con banche estere all’estero e che sono stimati un 20% del PIL. In questi casi lo stato non puo’ rinominare il debito in quanto non ha giurisdizione. Per questi, lo stato dovrebbe intervenire caso per caso aiutando queste imprese con sgravi fiscali, approfittando della ritrovata sovranita’ monetaria.

E allora il caso Argentina?

Il caso Argentina e’ diverso. Qui dopo la ridefinizione del debito con il nuovo conio, si e’ vista esplodere l’onere del debito in rapporto al PIL perche’ il debito dell’Argentina era definito in dollari e regolato da norme di diritto anglosassone quindi non poteva applicare il principio Lex monetae come potrebbe fare l’Italia.

[fonte: "Il tramonto dell'euro" di Alberto Bagnai]
ing. Luca Boscolo
Movimento per l’uscita dall’euro
www.no-euro.org